Claudio Spoletini
Claudio Spoletini è nato a Roma nel 1949.
Dopo aver compiuto studi classici, ha frequentato la Facoltà di Lingue e Letterature straniere presso l’Università La Sapienza di Roma, seguendo anche gli insegnamenti di Storia dell’arte con i Professori Angiola Maria Romanini, Simonetta Lux e Cesare Brandi.
La sua attività espositiva ha inizio nel 1982, anno in cui frequenta la Scuola dell’Arte della Medaglia presso il Poligrafico e Zecca dello Stato, dove ha modo di affinare soprattutto le tecniche incisorie, già iniziate a praticare presso lo studio del pittore Gianni Bruni.
Negli stessi anni partecipa a workshop di fotografia tenuti presso la Galleria Rondanini di Roma, entrando in contatto con i maggiori fotografi italiani e con giovani professionisti romani. In particolare con Sebastiano Messina inizia un sodalizio nel quale vengono prodotti alcuni lavori che traggono spunto dagli anni della contestazione (C’eravamo immaginati, con testo di Wladimiro Settimelli) e che saranno esposti in luoghi istituzionali (Palazzo Valentini, Aula Magna dell’Università di Roma e Palazzo della Civiltà Italiana).
Nel 1990, insieme ad altri artisti e scrittori, è tra i soci fondatori di KR 991, rivista quadrimestrale di testi e immagini (Edizioni Datanews), che cesserà le pubblicazioni nel ’96. La rivista promuoverà diverse manifestazioni letterarie tra cui Letteratura è un virus (Teatro dell’Orologio) e Incontri con Pasolini (Palazzo della Civiltà Italiana); nell’ambito di quest’ultima Spoletini e Messina espongono il lavoro fotografico Immaginando Pasolini, liberamente ispirato ai versi del poeta di Casarsa (presentazione di Elio Pecora).
L’incontro con Gabriele Perretta, che negli Anni ’90 teorizzava il Medialismo, lo inserisce in una serie di mostre collettive che si terranno per oltre un decennio in spazi pubblici e privati, insieme ai più importanti artisti emergenti del momento. Da ricordare Laboratorio politico di fine secolo (Teatro degli Artisti, Roma), Aion (Museo Archeologico, Formia), Officine senza nome (Comune di Terracina), Imago Mentis (Sala 1, Roma e Galleria La Giarina, Verona), Nel tempo dell’adesso (Museo di Bagnacavallo – RA), Media.comm/comm.medium (Masedu, Sassari).
Nel frattempo l’artista inizia la collaborazione con la Galleria Romberg di Latina e con Paolo Tonin di Torino, lavorando assiduamente con la tecnica dell’olio sul tema delle architetture fantastiche: ne nascono le mostre del 1996 a Torino e del 2001 a Latina (Finis terrae, testi in catalogo di G. Perretta e G. Marziani).
Spoletini colleziona giocattoli di latta e da molto tempo li inserisce nelle sue fotografie, dove realizza piccoli set in cui l’uso di un grandangolo molto spinto consente di mettere in relazione spaziale il piccolo oggetto con la vastità del paesaggio. La prima mostra di questi lavori è tenuta da Paolo Tonin (Photoplay, 1998), con un testo in catalogo di Raffaele Gavarro.
A partire dal 2002 inizia un nuovo ciclo pittorico in cui accosta alla rappresentazione di fabbriche, quasi sempre monocromatiche, i suoi giocattoli, dipinti con le colorazioni originarie. Partecipa alla prima edizione del Premio Celeste (2004) risultando tra gli artisti finalisti, ed espone l’opera anche alla Miami-Dade Public Library (USA) e all’Ambasciata Italiana di Londra. Nel 2005 espone il ciclo Fabbricato in Italia alla Galleria Romberg (Latina), con la pubblicazione di un catalogo contenente un testo critico di Luca Beatrice e scritti di Ascanio Celestini, tratti da Fabbrica (Ed. Donzelli).
Sempre con la Romberg, nella sede di Roma, presenterà la seconda mostra di Fabbricato in Italia, nella primavera del 2008 e, in collaborazione con la stessa Galleria, ancora il ciclo delle Fabbriche a Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma (autunno 2009).
Nel 2007 e nel 2008 partecipa tra le altre alla collettiva Stelle! (curata da Edoardo Di Mauro e Bianca Pedace) nelle tre sedi: all’Archivio Menna/Binga a Roma, a Ca’ La Ghironda (Bologna) e nella Galleria Fusion a Torino. Inoltre è presente nelle due rassegne del 2008 (Percorsi d’immaginazione) e del 2009 (Artabù) del Giffoni Film Festival. Partecipa a FotoGrafia – Festival di Roma nelle due edizioni 2007 e 2008, con i lavori Il Tempo delle illusioni e Che ci faccio qui? Negli stessi anni espone in importanti rassegne collettive all’estero (Repubblica Slovacca, Parigi, Lituania e Istituto Italiano di cultura di Pechino).
Nel 2010 torna ad esporre a Torino nella Galleria di Paolo Tonin (Un mondo fantastico, testo in catalogo di Raffaele Gavarro) e l’anno successivo a Bruxelles (Istituto Italiano di Cultura) con la mostra intitolata Ceci n’est pas une usine, curata sempre dalla Galleria Tonin e corredata da un testo di Valerio Dehò.
Le due collettive del 2009 e 2010, a cura di Francesco Zero, tenute nel Museo del Giocattolo a Palazzo Rospigliosi di Zagarolo (RM), preludono alla personale Il Collezionista della galleria Romberg di Latina, presentata da Alessandro Trabucco (autunno 2012), dopo la collettiva di fotografia 7 ways of seeing (sempre a cura Galleria Romberg/Trabucco), che ha avuto luogo a Palazzo Zenobio a Venezia.
Il 2013 inizia con la mostra pubblica a tre nomi (De Filippi, Gagliardino, Spoletini), intitolata Il mare fuori le Mura, presso l’Oratorio de’ Disciplinanti nel Complesso di S. Caterina a Finale Ligure (SV).
Nel 2014 e 2015 è presente a Photissima (Torino e Venezia), a Fotofever (Carrousel du Louvre, Parigi) e al Premio Sulmona.
Nel 2014 e 2017 partecipa al 64° e 66° Premio Salvi (Comune di Sassoferrato (AN), alle mostre di fotografia Mixed Media e Progetto P con la Galleria Gallerati di Roma, mentre perfeziona il suo bagaglio fotografico presso le Officine Fotografiche di Roma con due corsi di Photoshop (Daphne Tesei e Manuela Spartà) e uno di Creatività (Augusto Pieroni).
Nel luglio 2018 il suo progetto Compagni di latta è selezionato tra i quindici finalisti del Fondo Malerba per la Fotografia ed esposto a L’Avana a dicembre dello stesso anno, in occasione della Settimana della Cultura Italiana a Cuba, con il patrocinio dell’Ambasciata Italiana.
Nel giugno 2019 partecipa a una settimana di Atelier nel Macro Asilo (invitato da Giorgio De Finis), alla rassegna Stendale (Corciano, PG), a cura di Gabriele Perretta, a Fuori Luogo (Officine Marghera, VE), a cura di Carlo Gallerati.
Il 2020 ha inizio con la collettiva fotografica Visuali Italiane, organizzata dal Fondo Malerba (a cura di Mino De Vita) presso la Galleria Roonee 247 a Tokyo, con il Patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura.
Nel 2021 è presente nella collettiva Le Altre Opere (collezione Massimo Livadiotti) alla Galleria di Arte Moderna di Roma e Fuori Luogo 2, a cura di Carlo Gallerati presso le Officine Marghera, VE.
Vive e lavora a Roma e a Giuliano di Roma (FR).
Claudio Spoletini
Claudio Spoletini lives and works in Rome, where he was born in 1949. His early studies were in classics and literature. In the early ‘eighties he attended the courses of the Art School for Medal Engraving held in the National Mint. He took part in the lively debate on photography centring round the Rondanini Art Gallery in Rome and attended the seminars held by Luigi Ghirri and Franco Fontana. In 1990 he was one of the artists and writers who founded the magazine KR 991(Datanews Ed.), running until 1994. Since the end of the nineteen-eighties his activity has concentrated mainly on painting, and he has held numerous personal and group exhibitions both in private art galleries and in public venues in Italy and abroad.